Per più di due secoli il nome di Giulietta Guicciardi è rimasto legato quasi esclusivamente a una dedica: quella apposta da Beethoven alla Sonata op. 27 no. 2, divenuta universalmente nota come “Al chiaro di luna”. Eppure dietro quella dedica c’è una donna reale, una figura femminile colta, intelligente, indipendente, protagonista di una vicenda che attraversa la musica, l’amore e la società aristocratica dell’Europa tra Settecento e Ottocento. Nata nel 1784 e appartenente a un’antica famiglia reggiana legata per generazioni alla corte imperiale di Vienna, Giulietta trascorse l’infanzia a Reggio e l’adolescenza fra Trieste e Vienna. Qui conobbe Beethoven, del quale divenne allieva, e con lui visse una relazione che avrebbe lasciato tracce profonde nella vita del compositore. Ma quanto durò realmente il loro amore? Giulietta fu davvero l’“Amata immortale” delle celebri lettere del luglio 1812? E quale significato ebbe per Beethoven la Sonata che porta il suo nome? Prefazione di Giovanni Bietti.
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