Un diario iniziato per raccontare una piccola disavventura personale e presto apertosi a uno sfondo ben più ampio e tragico: quello del genocidio perpetrato ai danni del popolo palestinese dallo Stato canaglia di Israele. L’autore vi annota scampoli della sua vita quotidiana – letture, spettacoli di musica e di teatro, viaggi, visite a musei – insieme con ricorrenti visite a vari medici, e il tutto è dominato da un’atmosfera di irrimediabile incertezza. Come è incerto il destino di un mondo che impone una logica di disumanità e di orrore.
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