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    Giacobini neri. Toussaint Louverture e la rivoluzione di Haiti (I)

    Riferimento: 9791282493000

    Editore: Tangerin Editrice
    EAN: 9791282493000
    isbook: 1
    Autore: James Cyril Lionel Robert
    Collana: Saggistica
    In commercio dal: 01 Maggio 2026
    Pagine: 477
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    L'immagine di un esercito di neri che intona la Marsigliese mentre fronteggia le truppe rivoluzionarie della Francia metropolitana che cercano di restaurare la schiavitù nella colonia. È il potentissimo e spiazzante quadro dei giacobini neri dipinto da C.L.R. James per raffigurare la prima ribellione anticoloniale della storia che porterà Saint-Domingue all'indipendenza dalla Francia col nome di Haiti. La colonia più bella e fruttuosa del mondo fu il teatro in cui entrarono in scena i personaggi di un dramma che svela le contraddizioni borghesi della Rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité per i bianchi; schiavitù, povertà, asservimento per i neri. I coloni benestanti, i mulatti arricchiti, gli schiavi neri, tra continui cambi di fronte, inganni e fedeltà, alleanze e tradimenti, sono i protagonisti del groviglio tra razza e classe, economia e politica, sciolto solo dalla rivoluzione degli schiavi guidati da Toussaint Louverture contro i facoltosi possidenti bianchi. James, oltre a raccontare la rivolta e il suo esito emancipatorio, vi individua la genesi di un processo che sfocerà nelle decolonizzazioni esplose anni dopo l'uscita del libro. Perché non importa se forse l'episodio della Marsigliese non è mai accaduto: assurto nel mito dell'oppresso che smaschera l'ipocrisia dell'oppressore, è narrazione fondativa dei movimenti che ovunque lottano per l'autodeterminazione. Cos'è una rivoluzione se non immaginare un mondo nuovo? È infatti nella capacità mitopoietica dei popoli afrocaraibici, sradicati e al confine tra due culture - non più l'africana degli avi strappati alle proprie terre ma neanche l'europea imposta dai padroni come forma di dominio - che James, nell'Appendice scritta venticinque anni dopo, rintraccia la forza del percorso di liberazione che dalla rivoluzione di Haiti arriva alla cubana di Castro e Guevara per intraprendere un simbolico viaggio atlantico a ritroso verso l'Africa e le lotte anticoloniali per l'indipendenza. Un'intuizione che fa di questo libro una pietra miliare del pensiero radicale. Il contributo dato da Toussaint e gli schiavi haitiani va oltre la fine della schiavitù: hanno mostrato ai vinti e ai subalterni che è possibile rivoltarsi, farsi carico delle proprie sorti e scrivere nuove pagine di storia. Prefazione di Sandro Mezzadra.
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