Nina, una popolana, madre di due gemelle monovulari che in gioventù è stata affetta da tarantolismo, espone a suo modo le sue vicissitudini di paesana orfana, affidata alle cure di tre zie anziane e zitelle, che accentuano le sue paranoie e le sue frustrazioni, costringendola a sposare un uomo che lei nemmeno conosce e che deve comunque accettare. Dalle narrazioni, intramezzate da descrizioni e commenti dell'autrice, emerge la sua incapacità di amare, allevare e gestire due bambine gemelle, delle quali una dominante e cattiva, e l'altra debole e incapace di muoversi nella vita senza il supporto della sorella. Le gemelle, unite da un legame indissolubile di amore-odio, condurranno contro la madre e l'una contro l'altra una lotta esasperata e continua che le porterà a commettere più di un delitto. Nel romanzo vengono descritte con accuratezza le origini e le modalità del fenomeno sociale, oramai fortunatamente superato, del tarantolismo, e le problematiche e i molti misteri ancora insoluti legati alla gemellarità.
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