Questo libro offre una riflessione filosofica sulla pittura di Andrea Gotti, interpretandola come pratica di pensiero e come gesto generativo del visibile. Attraverso un itinerario che si dipana tra filosofia dell'arte, fenomenologia ed estetica, gli autori mostrano come il segno pittorico, tra abitudine e improvvisazione, dia forma a un'esperienza in cui si intrecciano visibile e invisibile, forma e processo, espressione e verità. La pittura emerge così come evento di senso e di apertura del mondo.
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