Cosa accadde a Lisbona il 1° novembre del 1755? Perché l’immane disastro del terremoto, che in quel giorno rase al suolo la capitale portoghese e fu avvertito in buona parte dell’Europa, è un evento che ancora ci riguarda? Lisbona inaugura un significato inedito della parola “catastrofe” e, insieme, segna l’inizio dell’epoca in cui stiamo vivendo. Se una data può essere indicata per il passaggio di consegne fra il passato e l’epoca secolare, questa data va fissata nell’evento-soglia costituito dal terremoto di Lisbona, dalle reazioni degli intellettuali illuministi e dalla partecipazione emotiva della nascente opinione pubblica europea. Il Poema di Voltaire, la lettera di risposta di Rousseau, i saggi in cui il giovane Kant riflette sulle cause fisiche del terremoto lusitano, intarsiati alle considerazioni sullo spettacolo e sull’amministrazione del disastro, sulle geometrie morali della compassione e sull’ottimismo gnoseologico e ontologico della scienza, sono le voci di un dibattito che, come la catastrofe, rimane, da allora, sempre drammaticamente attuale.
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