Quale spazio resta alla felicità in un mondo dominato da connessioni continue, algoritmi predittivi e metriche di auto-ottimizzazione? Questo volume raccoglie cinque saggi che affrontano il tema da angolature diverse e complementari. Silvia Capodivacca indaga il destino del desiderio e la sua neutralizzazione nell’iper-disponibilità digitale; Stefano Santasilia propone una fenomenologia delle trasformazioni che la soggettività subisce nell’epoca dell’iperconnessione; Andrea Lavazza analizza il fenomeno del Quantified Self e le ambivalenze dell’“algoritmo della felicità”; Giulia Longo, alla luce di Kierkegaard, esplora i rischi e le possibilità della felicità relazionale, anche attraverso il cinema contemporaneo; Luca Bianchin riflette sulla vocazione pedagogica della felicità e sull’uso educativo delle tecnologie. Insieme, questi contributi disegnano una mappa critica e costruttiva delle sfide dell’era digitale.
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