Questo libro presenta sei progetti che si confrontano direttamente con l’architettura storica e il patrimonio. In questi progetti, i siti segnati da perdita, assenza o incompletezza fungono da punti di partenza. Essi sono affrontati come rovine, non sempre in senso letterale, ma come condizioni spaziali plasmate da ciò che manca. La domanda centrale che attraversa questa pubblicazione è: come può una rovina rimanere un organismo ‘vivente’? Una rovina vivente non è un resto statico del passato, ma una struttura che rimane aperta, capace di attivare l’immaginazione e generare nuovi livelli di significato nel tempo. I luoghi trattati in questo libro possono essere tutti interpretati alla luce di tale stato di rovina, sebbene ciascuno assuma una forma diversa. Alcuni progetti si confrontano direttamente con resti fisici, altri agiscono in luoghi che non vengono tradizionalmente considerati rovine, ma che sono caratterizzati da un’assenza fondamentale. Spesso si tratta di siti in cui un edificio storico è scomparso del tutto, in questi casi, la rovina persiste principalmente in forma mentale, alimentata dalla memoria, dalle immagini d’archivio, dai racconti.
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