Nessun altro imperatore del Medioevo fu così monopolizzato dalle speranze e dai desideri del XIX secolo come Federico I Barbarossa. Il Risorgimento italiano e il nazionalismo tedesco lo hanno strumentalizzato politicamente: dagli uni fu ritenuto un sovrano straniero che combatteva contro la libertà dei comuni, secondo l'opinione degli altri contribuì già nel medioevo all'unificazione del popolo tedesco. La sfida per una moderna interpretazione dell'imperatore consiste nello spiegarne la vita e la politica nel suo proprio tempo. Solo allora viene alla luce l'estraneità del lontano XII secolo. Al centro della sua biografia, Knut Görich pone la mentalità aristocratica dell'imperatore, per il quale la conservazione del rango e dell'onore era una caratteristica essenziale. Essa costituì il filo conduttore nelle lotte che lo Svevo condusse in Germania con i principi, in Italia con la Lega Lombarda e col Papato nonché nella crociata con l'imperatore bizantino. Introduzione di Ortensio Zecchino.
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