"Enrico VIII (1612-13)" – l'ultimo dramma di Shakespeare – segna il ritorno ai grandi temi della storia nazionale affrontati sin dagli anni d'esordio nelRe Giovanni e costituisce la più che degna conclusione della ricca stagione dei chronicle plays che trattano le vicende del regno inglese dal 1398 al 1521. Rappresentazione celebrativa della grandezza dell'Inghilterra, ha al centro la figura forte e vincente, ma anche tirannica e voluttuosa, di Enrico che vuole riaffermare l'autorità della corona e riscattarla dalle ingerenze della chiesa di Roma attraverso il divorzio da Caterina d'Aragona e le nozze con Anna Bolena. L'opera offre memorabili e nobili esempi di fermezza d'animo di fronte all'avverso destino e si chiude con fervidi accenti di patriottismo rievocando la nascita e il battesimo di Elisabetta, figlia di Enrico e sua erede al trono, di cui si profetizzano i futuri trionfi di gloria: un vero e proprio omaggio alla sovrana da poco scomparsa, che il pubblico di Shakespeare ricordava con orgoglio e nostalgia. Introduzione di Nemi D'Agostino Prefazione, traduzione e note di Andrea Cozza.
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