Giunta alla soglia dei novant'anni, Lucrezia de Domizio Durini si racconta, cominciando dall'infanzia e dalla giovinezza trascorse in un'agiata famiglia borghese, passando attraverso un'entusiasmante avventura come creatrice e produttrice di moda femminile in Etiopia, e arrivando agli anni del suo incontro con l'arte contemporanea e in particolare con Joseph Beuys che rimarrà sempre il suo nume tutelare. Ma nelle pagine di questo libro oltre a Beuys si affacciano alcuni fra i maggiori artisti e critici e curatori del ‘900, che hanno attraversato la sua vita e nutrito la sua insaziabile voglia di ricerca e di sperimentazione: dagli artisti dell'arte povera a John Cage e Merce Cunningham, a Pierre Restany, Arturo Schwarz e Harald Szeemann, per fare qualche nome.
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