I 27 racconti brevi di Libutti esplorano casi umani vissuti dall’autore come spettatore, con riflessioni etiche e antropologiche. Alcuni atteggiamenti sono descritti come patologici, come la "perfidia umana" e le "lacrime di coccodrillo", metafore delle contraddizioni emotive. L’autore, con ironia e malinconia, riflette su questa coesistenza di gioia e dolore, ricordando il commento della sua insegnante di greco, che lo definiva "tutt’altro che un allegrone". Nei racconti emergono indagini psicologiche sui personaggi, colti nella loro umanità e fragilità. Un maestro elementare nostalgico si commuove dettando una poesia, ma l’unico alunno che piange lo fa per una cipolla nascosta. Una professoressa porta cibo al marito defunto al cimitero e scopre, dopo un incontro inatteso, di essere una buona cuoca. Maria parla di "Eternità" senza comprenderne il significato, mentre un novello Zaccheo rappresenta un esempio di gratitudine umana. Tra i personaggi negativi spicca uno psichiatra definito "un incivile", con l’ironico augurio di evitarlo sempre. È un mosaico di vicende che oscillano tra il tragico e il grottesco, mettendo in luce debolezze e contraddizioni della natura umana.
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