Una raccolta di “documenti” nel senso di ‘testimonianze scritte’ o di ‘attestazioni di identità’, destinati, a sessant’anni dalla nascita del Gruppo 63, a aprire su un nuovo piano un confronto con quella stagione letteraria. Attraverso il ricorso a indagini di archivio e alla scoperta di testi e materiali inediti viene ricostruita la nascita di due raccolte fondamentali come Pseudobaudelaire di Corrado Costa e Le ballate della signorina Richmond di Nanni Balestrini e viene analizzata nel dettaglio la fedeltà della scrittura di Edoardo Sanguineti a Dante e alla poesia antica, testimoniata senza interruzioni e in tutti i versanti della sua multiforme attività di scrittore sino alla raccolta postuma Varie ed eventuali. Il punto di vista proposto dall’autore è quello di un filologo e studioso di poesia medievale che ha incrociato sul suo cammino l’opera di tre figure centrali della neoavanguardia italiana come Balestrini, Costa e Sanguineti, costatando tramite un’indagine sistematica e accurata dei testi la vitalità della lezione derivata dalla letteraria del Due e Trecento italiano e il continuo e felice riposizionamento del fare poesia di quel periodo nel corso del tempo, fino ad arrivare alle sperimentazioni del secondo Novecento.
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