Che cosa diventa la scrittura accademica quando non è più un gesto solitario, ma un processo condiviso tra umani e macchine? Scrivere, apprendere, valutare e dichiarare la propria autorialità non sono più operazioni separabili con la stessa chiarezza di prima. Da questa constatazione prende avvio un’indagine lucida e necessaria sul modo in cui l’Intelligenza Artificiale sta trasformando l’Università e le pratiche di scrittura. Il volume mostra come l’IA possa essere insieme supporto cognitivo, rischio di delega, occasione di riflessione critica e nuovo terreno di disuguaglianza. La posta in gioco, tuttavia, non risiede nel rafforzare il controllo, ma nel ripensare le condizioni della fiducia. La valutazione deve imparare a osservare non solo il prodotto finale, ma le tracce del processo: le scelte, le revisioni, le domande poste alla macchina, le verifiche, gli scarti, le assunzioni di responsabilità. L’autorialità non coincide più soltanto con la produzione materiale del testo, bensì con la capacità di progettarlo, supervisionarlo e validarlo.
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