L’opera prima di Beatrice Magoga dà voce al conflitto tra corpo e coscienza, desiderio e controllo, attraversando i territori della malattia, dei disturbi alimentari e del disagio psichico. Come scrive Mario De Santis nella prefazione, «"Dissenso" esprime il doppio sentire di una mente che registra con lucidità razionale i fallimenti di un corpo che oppone alla coscienza le sue ragioni alternative di deragliamento. Il terreno dialettico è il cibo». Con una scrittura asciutta, lucida e ironica, l’autrice trasforma l’esperienza individuale in un’indagine sulle ferite familiari, sulla memoria e sulle contraddizioni di una generazione esposta ai modelli imposti dalla società. Tra confessione e riflessione, la poesia diventa così uno strumento di consapevolezza e resistenza, capace di interrogare il rapporto tra fragilità personale e dimensione collettiva, alla ricerca di un nuovo linguaggio per raccontare sé stessi e abitare il mondo. Libro pubblicato in quanto vincitore del Premio “Ritratti di Poesia. Si stampi”, edizione 2026.
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