Maria è ragazzina quando viene stuprata da un uomo duro, assetato di lei. Così la vita le impone un figlio, Nazareno. Il bambino cresce diviso, senza gesti d'amore. Maria non riesce a guardarlo negli occhi, uguali a quelli del padre; si sente sporca, inceppata. Lo tiene lontano, accostandolo sottovoce. Giovanni invece sarà voluto, tenuto stretto, amato con libertà. A lui Maria verserà tutto il suo bene di madre. Dentro a questa disparità, Maria porterà la colpa, Nazareno il segno del disamato. Intorno la Storia scorre con la sua violenza ordinaria: la guerra, il fascismo, la Resistenza. I due fratelli hanno una vicinanza limpida e sentieri diversi. Maria rimane ostinata a custodire ciò che ama nel solo modo conosciuto e attraversa il Novecento come ogni donna che non verrà celebrata: in piedi, nel buio usurato dal troppo silenzio e dal dovere.
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