È ormai dato per scontato parlare di Dio dopo Auschwitz come di un Dio debole, impotente di fronte all'orrore della Shoah. Ma come era pensato nella tradizione biblica e cristiana prima di Auschwitz? Il libro, seguendo un suggerimento di Paolo De Benedetti e fino a ora rimasto incompiuto, unisce due testi, tra loro complementari, per rispondere a questo interrogativo. Nel primo, Mario Bendiscioli, ricostruisce la genealogia del concetto di Dio ebraico- cristiano, come Onnipotenza che regge saggiamente la storia, dalle fonti bibliche ai Padri della Chiesa, a Lutero e la Controriforma, per giungere alle teologie del Novecento di Karl Barth, Karl Rahner, Romano Guardini. Nel secondo saggio Paolo De Benedetti mostra come l'enormità e l'ingiustificabilità del male accaduto ad Auschwitz comporti una rivoluzione: per salvarne il concetto, Dio va pensato e vissuto non come l'Onnipotente ma come «fragile e in debito con gli uomini per il dolore irredento». Un libro per inaugurare il centenario della nascita di Paolo De Benedetti.
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