– È veramente raro trovare un uomo che abbia letto “La campana di vetro”, qual è il tuo passaggio preferito? – Senza dubbio quello in cui la protagonista dice: “Ci sono sicuramente delle cose che un bagno caldo non riesce a sistemare, ma non me ne vengono in mente molte” e il motivo per cui adoro questo passaggio è che Sylvia Plath si è suicidata due mesi dopo la pubblicazione del libro. La mia teoria è che quella mattina nel suo condominio avessero staccato l’acqua calda. La giuria di SuiGeneris assegna il premio a “Dio non parla svedese” di Diego Frisina, per aver creato una drammaturgia nichilista fino in fondo, elegante in ogni sua parte seppur violenta, e aver affrontato il tema delle malattie terminali con un’ironia che si taglia con il coltello.
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