Con questo romanzo, nel 1981, Gesualdo Bufalino, esordiente sessantunenne, irrompeva nel panorama letterario italiano, ne conquistava il pubblico e la critica e vinceva il premio Supercampiello. Iniziato in tempi remoti, riscritto più volte, pubblicato con riluttanza, Diceria dell'untore è ambientato nell'estate del 1946 in un sanatorio siciliano, dove un giovane reduce affronta un nuovo "apprendistato di morte" insieme ad altri pazienti, tutti in attesa della terribile prognosi finale. Tra di essi c'è Marta Blundo, che con la sua diafana bellezza folgora il protagonista. Il romanzo svelò subito la distanza del suo autore dai modelli contemporanei, la composita trama narrativa di estasi e pena, melodramma e ironia e una sotterranea inquietudine religiosa di chi si dibatte tra la fatalità e l'impossibilità della fede.
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