Si può dire che il racconto e la lirica siano gli elementi nei quali Carlo Lapucci ha dato le migliori prove. Caso singolare è che la narrazione e la poesia non hanno un confine preciso nella sua penna. La prosa ha una musicalità della frase e del periodo, mentre le liriche hanno come anima profonda un evento, una storia che si racconta interiormente, come accadimento dello spirito: un passo avanti nella impercettibile scoperta di se stesso e del mondo. Ne è prova il lungo racconto, o breve romanzo: Storia di Semetipsum - Viaggio nel se stesso (Helicon, 2021), in cui le due forme si trovano diluite in una seducente osmosi. In queste pagine è raccolta la parte conclusiva della sua esperienza lirica: i versi più significativi che hanno visto la luce negli ultimi anni, dopo che l’evento più doloroso della sua vita ha acceso un dialogo serrato e appassionante con le creature che condividono l’esistenza umana. Sono: Diario scolastico (2001), Haiku (2009); Diario d’un istante (2019); A che punto è la sera (2021); Dialoghi con la Sorgente (2025).
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