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    Di preti, d'amori e di altre facezie nella Romagna di una volta

    Riferimento: 9788865418130

    Editore: Il Ponte Vecchio
    EAN: 9788865418130
    isbook: 1
    Autore: Cavallari Fabio
    In commercio dal: 06 Marzo 2019
    Pagine: 152 p., Libro rilegato
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    Descrizione

    Protagonisti del libro sono i preti, i parroci, un tempo chiamati i curatori d'anime, per gran parte del Novecento al centro della mordace ironia popolare. Sul proscenio, debolezze umane e contraddizioni, i drammi di ogni essere vivente: cibo e ingordigia, crimini e giochi d'azzardo, sesso e lussuria, ma anche amori veri e profondi, e la sofferenza per la loro impossibile realizzazione. Uomini, dunque, come il parroco di vari centri della valle del Senio che all'inizio del Novecento riversò nelle pagine di due piccolissimi diari le sue pene d'amore per Geltrude, la ragazza, che gli aveva rapito l'anima. In Romagna, l'anticlericale di spirito bonariamente boccaccesco attribuiva al prete ogni sorta di malizie, di licenze e di ipocrisie ai danni di prosperose perpetue e di contadinotte di finta ingenuità; se invece lo muoveva un animo risentito lo denunciava di raccontare frottole, concupire mogli, raggirare gonzi, fòtar (fottere), per avidità, i vivi e i morti. Aneddoti, battute sagaci e proverbi attraversano il libro, in grado - meglio di qualsiasi dotto discorso - di interpretare questo spirito romagnolo, sempre in bilico tra ateismo, agnosticismo e goliardia. Signor, s'a i sì, fé che la mi amna, sa l'ho, ch'la vega 't e' paradis, s'u j'è! (Signore, se ci siete, fate che la mia anima, se ce l'ho, vada in paradiso, se c'è!)
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