Cos’è un poeta se non un ammalato di parole? Sharon Longo racconta del suo disagio di stare al mondo con lampi di consapevolezza e scoppi di viva ingenuità, nel senso più profondo del termine: dal latino ingenuus, indigeno, nativo; nato libero, poi, per estensione, onesto, schietto. Le parole che si contorcono nella psiche, raccolte in versi, diventano semplici, sono la cura che genera consapevolezza. “Sono finalmente libera. Sono il grado zero, il meridiano di Greenwich di un nuovo modo di navigare nel mondo.”Lo dichiara in apertura della raccolta, Sharon Longo, con i versi che sono una affermazione chiara che qualcosa è cambiato.
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