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    Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono

    Riferimento: 9788806271220

    Editore: Einaudi
    EAN: 9788806271220
    isbook: 1
    Autore: Dardi Domitilla
    Collana: Saggi
    In commercio dal: 07 Aprile 2026
    Pagine: 368
    Formato: Libro rilegato
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    Descrizione

    Uncinetto, maglia, taglio e cucito, cucina, arredo, origami sono argomenti perlopiù relegati fra le materie non professionali (hobby) o minoritarie e tradizionalmente femminili. Eppure basta spostare un poco lo sguardo nello spazio e nel tempo per accorgerci come in altri periodi e geografie - vedi ad esempio il Medioevo e l'Oriente - molte di queste materie hanno determinato pensieri, invenzioni, idee, strumenti basilari anche per la nostra cultura occidentale contemporanea. Ma allora perché un dipinto è considerato arte e un ricamo è al massimo espressione di ottimo artigianato? Perché si è diviso il mondo fra arti «maggiori» e «minori», con le seconde, guarda caso, di solito appannaggio femminile? E soprattutto: cosa ci siamo persi? È il momento di raccontarlo. La storia dell'arte visiva - soprattutto in Occidente e a partire dal Rinascimento - è caratterizzata da una visione nella quale il dominio di discipline quali pittura, scultura e architettura non è mai stato messo in discussione rispetto ad altre espressioni del fare. Si tratta di una precisa impostazione storiografica che ha portato alla separazione fra arti «maggiori» e «minori». Tuttavia, in questa visione dualista e gerarchica si viene a perdere un patrimonio di tecniche, applicazioni e conoscenze che non solo hanno avuto in passato una grande importanza nella cultura materiale, ma che sono portatrici di potenzialità espressive e produttive oggi più che mai promettenti. Il pregiudizio su quale tecnica sia da valutare di maggiore valore rispetto a un'altra si unisce poi nella storia, molto spesso, a un altro tema: quello che relega alcune lavorazioni nell'ambito delle cosiddette discipline «femminili» (dando per sottinteso che esse siano secondarie e non professionali). Rileggere molte delle storie di queste tecniche - ceramica, cucito, maglieria, cucina, ricamo -, superandone i pregiudizi di genere e di disciplina, è l'occasione per scoprire nuovi sviluppi di conoscenze produttive millenarie. Culture progettuali che, oggi più che mai, si stanno rendendo preziose in ambiti di ricerca tecnologicamente avanzati come quello medico e aerospaziale, oltre che nell'adozione di processi ecologici per diverse produzioni. Quella raccontata in Cucire universi non è quindi solo una controstoria del progetto, che restituisce importanza a protagonisti e opere discriminate da un pregiudizio storiografico e culturale, ma anche una ricognizione tra vicende passate e potenzialità presenti. In questi territori si possono scoprire metodologie, processi produttivi molto promettenti in termini funzionali ed ecologici, dove apprendere, ad esempio, che dalle tecniche di maglieria o di ceramica può nascere un nuovo modo per costruire un edificio, o che dai passaggi di una ricetta di cucina può derivare un processo gestionale di alta efficienza.
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