Cuba attraversa una delle fasi più drammatiche della sua storia recente. Stretta dall’embargo statunitense, soffocata dalla crisi energetica e finanziaria e minacciata dalle nuove ambizioni egemoniche di Washington, l’isola è chiamata ancora una volta a difendere la propria indipendenza. Roberto Livi ricostruisce dall’Avana l’offensiva politica, economica ed energetica degli Stati Uniti e il progetto di riportare l’isola sotto l’influenza di Washington. Ma guarda anche dentro Cuba: alla crisi di un modello che non riesce più a garantire benessere, alla forza paralizzante della burocrazia, alle disuguaglianze, alle riforme annunciate e sempre rinviate. Il nodo è ineludibile: cambiare senza essere cambiati da altri, trasformarsi senza rinunciare all’indipendenza. Così il racconto si sposta nelle strade, nelle case, negli ospedali, sui mezzi pubblici e nei piccoli commerci improvvisati. Pensionati, medici, madri, artigiani e giovani restituiscono il volto quotidiano della crisi, fatto di scarsità, ingegno, rabbia e resistenza. Ne nasce un libro politico e umano, capace di tenere insieme la grande contesa geopolitica e le vite di chi continua, ogni giorno, a resolver.
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