"Yuleisy Cruz Lezcano assume come tema centrale del suo libro il destino di uomini e donne cui il lavoro ha rubato la vita, per la sordità e cecità di una organizzazione del lavoro votata alla prevalente cura dell’utile. Lo fa talora nella brevità di una pagina, altre volte in un più disteso racconto, e tuttavia con l’identico impegno etico della fraternità, in ricordo di chi fu derubato della vita, quasi a volerne assicurare la memoria. Se questo è lo spirito del raccontare, già di per sé capace di richiamare il lettore a una commossa partecipazione, occorre tuttavia aggiungere che il sentimento di unanimismo è potentemente rafforzato dalla presenza della poesia, che accompagna la ricostruzione di ogni singola esistenza con il commento di una lirica: ognuna delle quali si propone via via non come una giunta suggerita dal “gioco” letterario del commento in versi, bensì come il prodotto, potentemente vissuto, di una riflessione umana che par quasi voler eternare i valori intorno al vivere e morire, unendoci ai protagonisti delle tragedie rievocate ora vissuti come nostri fratelli e sorelle: un risultato che, al di là di cronache finemente raccontate, assicura l’assoluto del sentimento, dono di una poesia autentica." (Roberto Casalini).
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