Primo concilio ecumenico della storia della chiesa (325), Nicea si ricorda in particolare per il Credo sottoscritto, quello che ha posto le basi dell’attuale Simbolo della nostra fede cristiana. Costantino apre al cristianesimo, ma notando le vivaci controversie che attraversano le comunità intorno alla persona di Gesù Cristo, non certo utili per le sorti dell’impero, convoca i vescovi (300) a concilio. Stabilire la questione della divinità di Gesù non è questione di lana caprina, ma ne va dell’idea stessa di Dio e della salvezza e non da ultimo della coesione interna dell’impero. Dopo aver incorniciato l’evento nel suo tempo, la peculiarità del Simbolo, la sua ricezione nella storia e la sua esemplarità per noi oggi nell’urgenza di ridire la singolarità della persona di Gesù Cristo, la rivista opera un serrato affondo su alcune «note» cristologiche di sicuro interesse e impatto: la sua maschilità, il suo essere ebreo, la sua mediazione di salvezza, il primo di una fratellanza nuova che ieri, oggi e domani formerà la famiglia di Dio.
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