Nella primavera del 1945 Trieste divenne meta contesa dell’avanzata di due eserciti che parallelamente risalivano verso la città: da est la Quarta Armata Jugoslava, da ovest il 13° Corpo alleato che inquadrava soldati di diverse nazionalità, provenienti da tutto il mondo. Tra di essi la punta avanzata era costituita dalla 2a divisione di fanteria neozelandese, venuta in Italia dagli antipodi e forse, come ricorda Mario Silvestri in una ormai classica introduzione, “la migliore fanteria esistente al mondo”. L’Autore, all’epoca Chief lntelligence Officer di questa divisione comandata dal generale Bernard C. Freyberg, ne tratteggia l’azione travolgente in grado di fiaccare ogni residua resistenza nemica. Finalmente la corsa si conclude a Trieste, che appare subito come un inaspettato groviglio di uomini, ideali, armi, etnie. Il destino italiano o jugoslavo della città trasforma questo angolo periferico dello scacchiere internazionale in un momento di dura verifica degli equilibri diplomatici post-bellici. La corsa per Trieste è un grande reportage che si colloca ai vertici della memorialistica legata alla Seconda guerra mondiale.
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