Chris è l'inviato del London Times da Los Angeles dove si occupa di gossip. Una mattina il suo caporedattore gli propone di andare in Iraq come giornalista embedded. Mezzo addormentato, risponde di sì e si ritrova nel deserto iracheno con un battaglione di marines. Descrive la paura provata da un uomo che si sente nel posto sbagliato al momento sbagliato, non certo l'immagine dell'inviato di guerra impavido. Pagine di black-humour sono dedicate al crollo delle Torri Gemelle. Destino vuole che Chris sbarchi a New York come corrispondente economico e che il giorno dopo si trovi ad appena tre isolati di distanza dal WTC quando inizia il crollo. Divertente la preparazione in vista della partenza, con Ayres che fa acquisti nei negozi più alla moda di Los Angeles, come se la meta non fosse l'Iraq in guerra ma qualche isola tropicale. In Iraq si rende conto che i giornalisti non godono di privilegi ma sono soltanto bersagli tra una serie di bersagli. Ma l'esperienza è servita a fargli passare l'ansia. Dice con ironia: "Non ho più paura di eventuali bombe nella metropolitana. Stamattina cantavo sotto la doccia perché l'acqua era calda e perché nessuno stava cercando di uccidermi".
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