Il libro Corpusculum raccoglie il lascito poetico di Cesarina Vighy, una delle voci più originali della letteratura italiana contemporanea. Dopo l’esordio narrativo con L’ultima estate (finalista al Premio Strega), l’autrice affida a questi versi una riflessione ancora più essenziale sulla vita, sul tempo, sull’amore e sull’approssimarsi della morte, affrontata con un’intelligenza disarmante e una costante ironia. Vighy non trasforma mai la malattia in materia di autocommiserazione: la sua poesia resta vigile, capace di osservare il mondo con leggerezza, precisione e uno sguardo filosofico che illumina il quotidiano. Le sezioni del volume attraversano gli affetti familiari, Roma, la memoria, la vecchiaia, la malattia e la fine, alternando liriche, haiku e brevi testi teatrali in cui convivono grazia, humour e profondità. Ne emerge un’opera compatta e sorprendente, in cui il dialogo continuo tra vita e morte si risolve in un inno alla dignità dell’esistenza e alla forza della parola poetica. Corpusculum restituisce così ai lettori una voce inconfondibile, capace di trasformare l’estrema fragilità in una limpida lezione di libertà e umanità. L'autrice Cesarina Vighy (1936-2010), nata a Venezia ma romana d’adozione, con Fazi Editore nel 2009 ha pubblicato L’ultima estate (Premio Campiello Opera Prima e finalista al Premio Strega) e nel 2010 Scendo. Buon proseguimento, una raccolta epistolare costruita come un romanzo. Corpusculum raccoglie tutte le poesie di una voce inconfondibile della letteratura italiana contemporanea. Prefazione di Claudio Damiani.
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