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    Cattiva coscienza dei fisici (La)

    Riferimento: 9788828219286

    Editore: Solferino
    EAN: 9788828219286
    isbook: 1
    Autore: Rovelli Carlo
    Collana: Saggi
    In commercio dal: 21 Aprile 2026
    Pagine: 144
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Tutto comincia negli anni Trenta, in un laboratorio nel centro di Roma, con una scoperta inizialmente mal compresa, dalla quale nasce un'arma capace di cancellare la nostra stessa civiltà. Rovelli racconta la storia della bomba atomica seguendo il filo sottile che unisce curiosità scientifica, paura, ambizione e responsabilità, in un mondo in cui, con la nuova corsa al riarmo, si riaffaccia in modo drammatico il rischio della catastrofe nucleare. Attraversiamo quasi cento anni tra episodi cruciali e momenti poco noti, dalle ricerche di Enrico Fermi e del gruppo di fisici europei prima della guerra, al Progetto Manhattan e ai bombardamenti atomici americani su Hiroshima e Nagasaki, che causarono oltre 200.000 morti civili; dai dimenticati tentativi italiani di dotarsi di una bomba atomica propria, fino alla situazione attuale, in cui l'Italia, senza che ci sia stata una discussione pubblica su questa scelta, ospita bombe atomiche altrui. Perché la bomba non è stata realizzata in Germania, la nazione scientificamente più avanzata dell'epoca? Perché gli scienziati, rimasti separati da una parte e dall'altra del conflitto mondiale, non sono stati capaci di comprendersi? Cosa insegna il fatto che la Corea del Nord, che ha scelto di avere la bomba, è rimasta intatta, mentre la Libia, che vi ha rinunciato, è un paese devastato? Perché gli Stati Uniti hanno usato l'atomica in Giappone a guerra praticamente vinta? Quanto è diventata instabile oggi, con la crescita del numero delle grandi potenze nucleari, la logica della deterrenza, cioè il fragile equilibrio del terrore? Con il suo stile chiaro e rigoroso, Rovelli non offre risposte consolatorie, ma ci mette di fronte a questioni concrete. Ci ricorda gli innumerevoli malintesi e gli errori di giudizio da parte della politica, che nel passato hanno portato a massacri insensati, e ci invita a chiederci se non ne stiamo facendo di simili. Ci spinge a interrogarci sul rapporto tra conoscenza e responsabilità individuale e collettiva. La cattiva coscienza dei fisici diventa così la storia di una scoperta straordinaria e, insieme, la cronaca di una questione oggi ignorata ma drammaticamente urgente.

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