Le 1765 lettere di questo volume corrispondono all’intensissima attività svolta dall’intellettuale torinese nel 1924 su vari fronti, politico innanzitutto, ma anche letterario ed editoriale. In un anno drammaticamente decisivo per le sorti dell’Italia, Gobetti cercò di tradurre nei fatti, in forme e con strumenti nuovi, l’obiettivo originario della «Rivoluzione Liberale»: la modernizzazione economica e politica del Paese. A tale scopo furono volti i Gruppi della Rivoluzione Liberale fondati in varie città italiane; ma anche l’apertura sulla rivista della “pagina meridionale”, luogo di aggregazione delle voci disperse ma consonanti dei potenziali riformatori del Sud. In questa partita ebbero un ruolo centrale la casa editrice fondata nel 1923 e anche la rivista letteraria «Il Baretti», messa in cantiere nel pieno della crisi Matteotti. L’ingente quantità di messaggi ricevuti da tutta Italia, in gran parte da ignoti che manifestavano consensi o dissensi o avanzavano proposte a un giovane editore apprezzato per il suo coraggio, è di per sé una testimonianza significativa. Gobetti visto dai suoi contemporanei è un’altra chiave di lettura che il carteggio propone, facendo emergere un mondo sommerso non disposto a cedere.
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