Il canto liturgico è parte integrante della liturgia solenne (SC 112) perché favorisce la partecipazione di tutta l'assemblea dei fedeli. Difatti, «non c'è niente di più solenne e festoso nelle sacre celebrazioni di un'assemblea che, tutta, esprime con il canto la sua pietà e la sua fede... L'azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini uffici sono celebrati solennemente con il canto, con i sacri ministri e la partecipazione attiva del popolo» (Sacrosanctum Concilium n. 13). «Se un popolo canta, non perderà mai la fede. Nel canto si forma la comunità, favorendo con la fusione delle voci, quella dei cuori, eliminando le differenze di età, di origine, di condizione sociale, riunendo tutti in un solo anelito nella lode a Dio. Il canto del popolo deve, perciò ritrovare tutta la sua forza e stare al primo posto» (Papa Paolo VI)
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