Nel 1939 la rivista "Fortune" commissiona a James Agee un articolo su Brooklyn e i suoi abitanti. Il testo, però, rimane inedito fino al 1968, quando ricompare su "Esquire" con il titolo "Southeast of the Island: Travel Notes". Quello di Agee è un diario di viaggio letterario, che nasce "dal basso" attraverso lo sguardo di un anonimo osservatore che percorre il "borough": "Su una terra piatta e immensa come il Kansas, orizzonte oltre orizzonte in infinito dispiegarsi, sembra un'incommensurabile proliferazione di casa su casa e strada per strada". Dalla panoramica che coglie il quartiere nel suo complesso, il narratore procede nel suo vagabondare, dai brownstone oltre il Brooklyn Bridge, "quel Ponte che si eleva come Dio", fino alle zone più defilate come Flatbush, Midwood e Sheepshead Bay e, con parole distillate una a una, cattura l'essenza di un luogo e della sua popolazione di negroes, ebrei, slavi, italiani, ricchi, poveri e poverissimi. Prefazione di Jonathan Lethem.
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