Con "La Bohème" viene elevato alla rappresentazione uno "squarcio di vita" contemporaneo che in precedenza non era considerato degno delle scene operistiche. Sono evocati di continuo, nelle didascalie come nei discorsi dei personaggi, oggetti anche prosaici (quadri, caminetti, seggiole, chiavi, cuffiette...): il moderno mondo metropolitano descritto dai librettisti di Puccini è ormai lontano dagli spazi astratti e immaginari dell'opera seria romantica, che preferiva preterire i dettagli o accogliere solo manufatti aulici e ricercati. Un ulteriore elemento di novità del libretto è costituito dalla suddivisione in "quadri" anziché in atti e scene. All'interno di ciascun "quadro" non vi è la consueta divaricazione tra recitativo e settori in versi lirici, destinati all'effusione del canto, quanto una versificazione mobilissima e flessibilmente asimmetrica, in grado di stimolare una sintassi musicale non periodica.
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