La storia ormai dimenticata di un mito mondiale. 1892. A Galliate, nella parte settentrionale della Pianura Padana, nasce un bimbo che non vuole crescere. È una persona con nanismo. In un contesto contadino, dove la forza delle braccia è indispensabile per potersi guadagnare il pane, questo evento è una triste tragedia. Ma Giuseppe Bignoli, detto Giusipìn, cerca in ogni modo di trovare la sua strada ed emergere con quanto la natura gli ha donato. A quattordici anni scappa con il circo Pellegrini per lavorare come clown e cavallerizzo. È il solo luogo dove si sente a suo agio e pienamente realizzato. Inizia così la sua sfavillante e strepitosa ascesa mondiale. Lavora sotto i tendoni di mezza Europa fino a quando ottiene un contratto con il circo americano Barnum & Bailey acquisendo il suo posto nel pantheon di quelli che allora venivano chiamati “nani”.
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