La scoperta dello scarico della bottega di Ateius risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando, in seguito a lavori di sterro condotti nella periferia occidentale di Arezzo, tra via della Chimera e via Nardi, emersero migliaia di frammenti di terra sigillata italica, sia liscia che decorata, oltre a matrici, distanziatori e un'ingente quantità di laterizi, derivati dallo smantellamento delle strutture riconducibili alla bottega stessa. A distanza di settant'anni dallo scavo, viene finalmente pubblicato il secondo volume, che, con il primo edito nel 2020, completa lo studio tipologico dei vasi lisci prodotti in questa officina, il cui proprietario figura tra i più rilevanti produttori attivi ad Arezzo nella prima età imperiale.
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