La parola poetica si arricchisce di implicazioni, quanto più il poeta è in grado di estenderne i significati. Mentre lavora sui traslati, scoprendone di nuovi e di inattesi, la sua parola, così scavata, s'innalza a voce poetica: il messaggio si fa plurivoco, si apre a una congerie di letture, condensate in nuce nei versi e nella pagina dell'opera letteraria. Come e quando il messaggio finisca col perdere la sua funzione, il suo scopo, i suoi destinatari è il polidromo ad "Assuefatti", silloge ultima di Giuseppe Piazza. È commiato e insieme testimonianza, dimessa nei toni e lucidissima nell'analisi, della perdita dell'identità delle parole. (Davide Spampinato)
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