"Da giovane leggo nei versi di un giovane una raccolta che interpreto come documento "rivelativo" dell'attuale condizione dell'età dell'incertezza. Se Giacomo Leopardi può essere considerato il cantore dei sogni adolescenziali, spezzati dalla vita ("l'apparir del vero"), se Giovanni Pascoli può essere considerato come un fanciullo mai giunto alla maturità perpetuamente alla ricerca di costruirsi quel "nido" che la vita gli aveva spezzato durante l'infanzia, se Eugenio Montale può essere considerato il testimone di un'età adulta che continua a "seguitare una muraglia / che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia", incapace di trovare il "varco", il senso del vivere, Andrea Fallani può essere considerato il vero cantore della giovinezza, di quel periodo che volgarmente e superficialmente viene considerato il più bello, il più spensierato, il più felice dell'esistenza. Il poeta, infatti, documenta come all'interno dell'attuale società "liquida", caratterizzata dall'assenza di certezze, di prospettive e di valori cui ancorare il progetto del futuro, il giovane preferisca "l'ascesa della luna" al sorgere del sole." (Giulio Greco)
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