Around overtourism
    Libro

    Around overtourism

    Collana
    Ventagli visivi
    Data di pubblicazione
    24 aprile 2026
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    52
    ISBN
    9791257431020
    12,00 €
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    Sinossi

    Recenti opere di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez saranno fruibili nell’esposizione, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, “Around Overtourism” al Centro d’Arte “Il Castello” di Maddaloni (CE). Il turismo globale, ormai corrente, se non imperversante, ha avuto, da alcuni anni, una fortissima crescita, tranne durante il periodo nefasto del Covid, accompagnando nutriti benefici economici, ma serba anche variegate problematiche collegate a un’eccessiva affluenza in alcune zone ad alta sensibilità. L’overtourism ha impatti ragguardevoli e altamente rilevanti sia sulla qualità della vita dei residenti e sia sull’esperienza turistica dei viaggiatori. Località iconiche, come Venezia e Napoli, due esempi icastici in Italia, devono affrontare varie difficoltà legate al sovraffollamento turistico. Le infrastrutture vanno sotto pressione, si riscontra un aumento dei costi e viene “toccato” il patrimonio culturale. Viaggiare è senz’altro un diritto, ma richiede, oggi, anche giuste consapevolezze e sicure responsabilità. Gli artisti invitati hanno avuto motivi per riflettere attivando considerazioni estetiche e sociali, secondo i propri codici linguistici. Hanno sostanziato attenzioni sugli urti ambientali, su possibili miglioramenti della gestione dei flussi turistici che potrebbero servire per garantire un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione dei beni culturali. Questa mostra intende raccogliere, da alcuni qualificati artisti, delle considerazioni sul fenomeno rilevante dell’overtourism, che a ogni inizio di stagione estiva viene a emergere come condizione topica. È importante muoversi, viaggiare, conoscere altri emisferi, lidi, locations, ma sarebbe il caso di muoversi da “viaggiatori” e non da turisti “mordi e fuggi”. Il tempo è necessario per comprendere e soppesare usi e costumi, abitudini e tempi degli altri popoli. “Metabolizzare” ciò diventa essenziale per entrare nell’”esprit” del luogo visitato, ma, anche, opportunamente, avveduti. Prendersi una pausa maggiore sarebbe più conveniente per poter elaborare un vissuto partecipe colla terra visitata. Certamente, bisogna rivedere i flussi turistici, specialmente per le isole – leggi, ad esempio: Capri, Ischia, Procida -, meta di esuberanti scie turistiche attirate da mete-top, ma anche per quelle città captative, tipo Venezia, Firenze, Roma, Napoli, quest’ultima, formidabilmente, quasi in testa alle mete preferite a livello mondiale, oggi “leader”, sicuramente, come città-mondo, per la sua svolta attrattiva che attira, sempre più, in senso esponenziale. L'overtourism o sovraturismo/iperturismo è un fenomeno attuale per cui il numero di turisti in una destinazione “di grido” supera la sua capacità di gestirli, compromettendo negativamente la qualità e la tranquillità della vita dei residenti e l'esperienza dei visitatori stessi, causando affollamento, degrado ambientale e sociale, nonché una tirata tensione tra turisti e locali, spesso inasprita dai social media e dall’indiscussa ed evidente crescita del turismo di massa. Verso l’estate non si fa altro che parlare di overtourism, dato che mettono in luce due contraddizioni fondamentali: da un lato, si suggerisce che molti turisti non traggano reale beneficio dal viaggiare, come se fossero spinti da un bisogno superficiale o da una moda, piuttosto che da un desiderio autentico di scoperta; dall’altro, si sottolinea l’impatto negativo che l’afflusso di visitatori può avere sui luoghi stessi, che perderebbero autenticità o equilibrio proprio a causa della presenza turistica, insistita e fastidiosa. In questo senso, la breve frase “Il turismo è un’industria che consiste nel trasportare delle persone che starebbero meglio a casa loro,...

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