Architettura come lingua. Processo e progetto
    Libro

    Architettura come lingua. Processo e progetto

    Collana
    Nuova serie di architettura
    Data di pubblicazione
    24 settembre 2018
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    292
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788891779397
    44,00 €
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    Sinossi

    Riconoscere l’architettura in modo analogo al sistema complesso di una lingua vuol dire collocarsi in un orizzonte di ricerca che prova a studiare l’esistente, la realtà, attraverso una “legge strutturale” (riconoscibile e condivisa) che interpreta, di ogni organismo antropico, la sua concreta esistenza valendosi della meccanica concettuale del “divenire” (lettura). In altre parole, significa coltivare l’interesse a capire il suo essere ente che vive in uno spazio definito e fissa/costruisce rapporti di necessità con il mondo a cui si relaziona, derivando la sua specifica essenza dall’insieme dei caratteri propri e immutabili che identificano la sua natura, apertamente determinata dal progressivo suo trasformarsi nel tempo. Ciò comporta un’implicita condizione di ricerca – e di scoperta – di quanto può dirsi – e darsi – in forma comune a un’intera comunità civile, e quindi a una cultura architettonica omogenea che si esprime attraverso una propria “langue”. Questi scritti si propongono di trattare il tema dell’architettura-lingua, che si offre al mondo nella sua unicità costitutiva come manifestazione dell’agire collettivo e come “esperienza di verità”, e si interrogano sul problema del progetto nelle sue molteplici accezioni. Condizione di esistenza comunitaria che sottintende un’ipotesi di trasformazione della realtà offerta come traguardo coscienziale e dispositivo etico-operativo basato su una visione de-assolutizzata dell’esperienza personale (parole), sicché l’idea cogito proposta non risulti unicamente espressione del mondo di conoscenze e “scelte” critiche del progettista ma si realizzi la condizione di “novità” – propria dell’infuturarsi – mediante la sintesi delle molteplici esperienze che rendono potente la facoltà dell’ab-strahĕre.

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