Nella trilogia che lo ha consacrato tra i maggiori scrittori europei del Novecento, Theodor Kallifatides ha ritratto la sua infanzia e adolescenza e, allo stesso tempo, il periodo più tragico della storia contemporanea della Grecia. Dall'invasione nazista del paese nel 1941, raccontata in "Contadini e signori", lo sguardo dell'autore si sposta sulla fine della guerra civile greca nel 1949 e sulla miseria postbellica di un paese devastato. In questo secondo volume, "L'aratro e la spada", gli abitanti di Ialòs sembrano tirare un sospiro di sollievo dopo l'arrivo dell'esercito britannico e la fine della Seconda guerra mondiale. Ma ben presto il fragore delle armi risuona di nuovo. Nel vuoto del dopoguerra, i fascisti greci prendono il potere e i gruppi di partigiani, che avevano combattuto contro i nazisti, tentano di contrastarli. La famiglia di Minos, protagonista della trilogia, emerge in primo piano nella narrazione corale: lo zio Stelios, narratore di infinite storie e aneddoti; il padre, maestro comunista, rilasciato dalle prigioni di guerra, che finalmente riesce a riunirsi alla sua famiglia; la giovane ebrea Reveka, il primo amore di Minos; i fratelli maggiori, che fuggono sulle montagne per unirsi alla resistenza; e la madre, la cui forza d'animo tiene uniti i superstiti. Sullo sfondo di un'Europa che cerca stabilità dopo la fine del conflitto, gli ialiti tornano a far sentire la propria voce, nel perenne tentativo di ribellarsi a una storia ingiusta che li vorrebbe vittime inermi.
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