La storia di Angiolino Bonetta (1948-1963) è racchiusa tutta nel suo nome: è stato infatti un piccolo angelo che ha saputo trasfigurare la sua tremenda sofferenza in gioia e consolazione per chiunque incontrasse sul suo cammino. A causa di un sarcoma osseo a tredici anni subisce l’amputazione della gamba destra. La lunga degenza in ospedale è occasione per incontri e amicizie, ma soprattutto per far emergere un suo speciale carisma: quello di divertire gli altri malati, di consolarli e di pregare con loro. Angiolino, senza saperlo diventa un pioniere della clownterapia, messa al servizio dell’evangelizzazione. Conosce il Centro Volontari della Sofferenza e si innamora subito di quella spiritualità, sentendosi, pur nella sofferenza, protagonista di apostolato presso gli altri ammalati. Il 21 settembre 1962, Angiolino pronuncia la professione di Silenzioso Operaio della Croce. In casa sua si raduna un gruppo di persone sia malate che sane e Angiolino dirige la preghiera, tiene piccole catechesi e spiega come organizzare la missione tra i malati. La sua casa diventa come un piccolo santuario, meta di un pellegrinaggio continuo, fino alla sua morte.
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