È il 1791: mentre la Rivoluzione riscrive il mondo, Olympe de Gouges ne scuote le basi svelando con stile "impudente" le mistificazioni del falso universalismo dei Lumi. Tra pamphlet e testi teatrali, grandi ideali o diverbi con cocchieri e sconosciuti millantatori, Olympe dimostra che il personale è sempre politico, rivendicando per il suo sesso una dignità autonoma. I testi proposti in questo volume e i loro ricchi apparati critici esplicitano la sua «rivoluzione nella Rivoluzione» - dalla Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina alla critica della schiavitù, dal ripudio della violenza alla proposta di un nuovo contratto sociale - e permettono di rintracciare in questa figura di donna fedele alle sue idee fino alla morte una pioniera e una fine teorica della differenza necessaria a una democrazia davvero compiuta.
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