Amarsi con Shakespeare
    Libro

    Amarsi con Shakespeare

    Traduttore
    Alfonso Geraci
    Collana
    diagonale
    Data di pubblicazione
    10 febbraio 2022
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    280
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788838942723
    18,00 €
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    Sinossi

    «Mai vicenda di vero amore poté trascorrere liscia» dice un personaggio del Sogno di una notte d'estate. Questo è il principale comune denominatore riguardo alla concezione erotica all'interno delle opere di William Shakespeare, insieme al fatto che in esse l'amore «si esprime nel desiderio fisico, e anche quando si fa estasi (come in Romeo e Giulietta), non si stacca mai dalla propria base sessuale». Per il resto, cimentandosi con differenti generi drammatici il Bardo imbocca di volta in volta direzioni disparate: nelle commedie «sono le donne a condurre il gioco dell'amore: estremamente argute e spiritose, si divertono oltretutto a recitare 'la parte in commedia', in particolar modo quando si travestono da ragazzo». L'idea stessa di 'tragedia d'amore shakespeariana' risulta invece problematica, se è vero che «la morte degli innamorati è in effetti un compimento e una consumazione della loro passione»: il che è evidentissimo nell'ebbrezza anche sensuale con cui si conclude Antonio e Cleopatra. E che dire di un problem play come Troilo e Cressida? Né tragedia né commedia, forse proprio per questo le sue tribolate storie d'amore (quella fra Achille e Patroclo al pari della vicenda dei due protagonisti) avvincono e sgomentano oggi più che mai. La pubblicazione di questo libro del grande shakespearologo americano Maurice Charney avvenne una ventina d'anni fa con un certo anticipo sui tempi, se l'autore poteva scrivere: «In Shakespeare c'è molta più fluidità tra discorso omoerotico e discorso eterosessuale di quanto non si voglia ammettere in questa fine del ventesimo secolo. Il Nostro si muove liberamente tra amore omo ed etero, senza alcuna esitazione o timore di contraddizione». Temi oggi centrali nella conversazione pubblica: e il capitolo «Discorsi omoerotici» servirà senz'altro a rinfocolare il dibattito, come quello sulle «Definizioni di genere», in cui Charney dialoga con le - spesso divergenti - letture femministe di Shakespeare. Della cui opera non dimentica l'aspetto ridanciano, come nel capitolo intitolato «Amore, lussuria e doppi sensi». Alzi la mano dunque chi non si sente mai chiamato in causa dall'«infinita varietà» - i cui fili Charney annoda balzando a sorpresa da un dramma e da un poema all'altro, grazie ad un orecchio sbalorditivo per gli echi intertestuali - dell'eros shakespeariano, a sua volta giocoforza interrogato con gli occhi del presente: chiara è ad esempio la misoginia del personaggio di Amleto, che, sottaciuta o ridimensionata in nome di una mitica, assoluta «contemporaneità» di Shakespeare, ci vieterebbe l'effettiva contezza del suo capolavoro.

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