Il "poeta maledetto", il "veggente" che avrebbe predicato il dérèglement des sens, l'"uomo dalle suole di vento" che percorse a piedi distanze immense in Europa e Africa, colui che in appena otto anni di attività letteraria avrebbe rivoluzionato irreversibilmente la lingua della poesia, aveva cominciato da classicista. Era stato anzi un brillante allievo del Collège di Charleville, sua città natale, uno studente straordinariamente precoce, tanto da conseguire il baccalauréat in anticipo. "Invocation à Venus", traduzione del prologo del "De rerum natura" di Lucrezio, fu pubblicata il 15 aprile del 1870 dal "Bulletin de l'Académie de Douai".
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