1945. Antonio, dopo una lunga assenza in bonifica a Maccarese, dove porta in cuore il lutto della moglie morta, la lontananza dai figli rimasti nel Veneto e il desiderio di ricomporre la famiglia, torna a Badia e convola a seconde nozze con Iside. Questa gli dà un sesto figlio e un altro è in arrivo. Iside e i figli grandi lavorano, mentre lui, per una malattia nervosa avuta in passato, di cui porta addosso costantemente i segni, non trova occupazione. Una frustrazione che lo rende collerico in famiglia. A un barbone, divenuto suo punto di riferimento e sfogo delle sue debolezze, racconta il suo disagio e le sue colpe. La guerra incombe e lui perde i contatti col mendico. Perduto, si rivolta con crudeltà verso Iside, la quale dapprima reagisce furiosa, ma poi, con garbo, lo mette di fronte alle sue fragilità, aiutandolo finalmente a trovare pace.
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