Stiamo assistendo a una nuova rivoluzione: la fotografia, che in passato era uno strumento subalterno all’architettura – di rappresentazione e narrazione dell’edificio – con l’avvento dei nuovi media è divenuta sempre più dominante, condizionando la percezione, le forme e i linguaggi. In questo nuovo mondo, l’architettura non parla più un linguaggio condiviso solo con la città che le sorge accanto, ma si confronta costantemente con un contesto ipermediale e globalizzato. Il saggio ricostruisce la storia di questo “addio al linguaggio”: una decontestualizzazione che nasce con la fotografia, si estende con i nuovi media e dilaga con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale. Un testo utile per tutti gli architetti che vogliono percorrere la strada mediatica dell’architettura contemporanea o per chi, contrariamente, intende immaginarne una nuova.
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