Che cos’è l’abitudine? Secondo Ravaisson, è il modo d’essere stabile e permanente, contratto in seguito a un mutamento, che caratterizza qualsiasi tipo di esistenza pervadendola a tutti i livelli: dal comportamento morale alla ragione astratta, sino al pensiero teologico. È il termine medio tra volontà e natura, poiché è spontaneità acquisita e natura incarnata, fondata nel corpo ma mai del tutto estranea all’intelletto, in modo del tutto simile all’abilità nel disegno, pratica che si impara attraverso la ripetizione e che esprime l’anima delle cose. Nell’opera di Ravaisson, in cui filosofia e arte sono profondamente legate, ogni abitudine è, perciò, estetica e l’estetico è sempre abitudine: entrambe sono esperienze in cui la libertà si fa corpo senza perdersi e il corpo si fa libero senza sciogliersi dai vincoli naturali. Una riflessione che, nell’epoca dell’estetizzazione diffusa, può aiutare a ripensare l’esperienza estetica.
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