Chi è poco avvezzo alla biografia dell’uomo che un tempo si faceva chiamare Robert Allen Zimmerman potrebbe non aver mai sentito parlare di posti come il Gerde’s, il Gaslight Café o il Folklore Centre. Bob Dylan frequentò moltissimo questi luoghi piccoli e sotterranei agli inizi degli anni Sessanta, quando si trasferì nel Greenwich Village di New York con l’ambizione di provare a combinare qualcosa con la musica. La genesi della mitologia dylaniana affonda le sue radici in una manciata di locali fumosi, stretti come cunicoli, allestiti alla bell’e e meglio e gestiti da un manipolo di imprenditori improvvisati e un po’ disfunzionali che, per uno strano scherzo del destino, contribuirono in modo determinante all’ascesa del più influente e imitato cantautore occidentale di ogni tempo. Alcuni esistono ancora, altri hanno chiuso bottega ma continuano a sopravvivere nell’immaginario degli appassionati: proviamo a raccontarveli.
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