Cosa accade quando l’umanità smette di essere individuo e diventa rete? Nel romanzo 2056 Francesco Cusa immagina un futuro prossimo in cui il Big Network, una struttura globale di interconnessione mentale, ha trasformato radicalmente la specie umana. Un chip sottocutaneo consente agli esseri umani di condividere percezioni, memoria e coscienza, dissolvendo progressivamente il confine tra individuo e collettività. In questo scenario si muove Samuel Vitruvio, figura simbolica e inquieta che resiste al processo di assimilazione. Mentre il mondo si prepara al “Beginning”, il momento in cui l’umanità entrerà definitivamente nella rete globale, Samuel resta sospeso tra dubbio, nostalgia e paura della perdita dell’identità. Il romanzo si muove tra distopia tecnologica, filosofia dell’identità e riflessione antropologica, interrogandosi sul destino dell’essere umano in un’epoca in cui tecnologia e coscienza tendono a fondersi.
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